Acqua floreale N° I · Fiori d’arancio
Un’acqua di fiori d’arancio distillata nella Drôme provenzale, in una distilleria di famiglia dal 1947. Qualità alimentare, un solo ingrediente, niente di aggiunto.
La dose. Due gocce sulla schiuma, dopo la frusta. Un flacone da 30 ml dà circa seicento gocce, vale a dire quasi trecento ciotole. Non è uno sciroppo, e non si beve a bicchiere.
L’origine. È l’acqua che resta dopo la distillazione dei fiori, filtrata, e nient’altro. La distilleria lavora nella Drôme provenzale dal 1947, su quattro generazioni, e distilla sul posto.
Il gesto. Due gocce sulla schiuma del matcha dopo la frusta, e il neroli sale senza mai coprire il tè. Oppure una goccia in un bicchiere d’acqua fredda, d’estate.
Neroli · Miele bianco · Scorza
Il vetro viola Miron. Ferma la luce visibile, quella che scolorisce e ossida, e lascia passare solo una parte del viola e dell’infrarosso. Per questo il flacone sembra quasi nero: ciò che contiene resta al riparo senza dover sparire in un armadio. Vetro, non plastica: si sciacqua, si conserva, si riempie di nuovo.
I fatti.
Contenuto: 30 ml, circa seicento gocce.
Origine: Drôme provenzale, Francia.
Ingredienti: acqua floreale di fiori d’arancio, qualità alimentare. Un solo ingrediente.
Cosa non c’è: né zucchero, né aroma, né conservante.
Flacone in vetro viola Miron, pipetta nera.